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OT Primo concerto da stadio: Bruce Springsteen, ovviamente

Firenze, 10/06/2012
Ricordi e pensieri in disordine:

emozione sulle note di Morricone e sull'inconfondibile one-two-three-four del Boss che lancia Badlands
la sorpresa di No Surrender seconda in scaletta
i "trapped" urlati da uno stadio intero che sembrava tremare
le belle parole dette in italiano
il duetto con Nils Lofgren su Darlington County
The River. Punto
l'urlo liberatorio "hiding on the backstreets" insieme al Boss
le mie improbabili e improponibili coreografie con Daniela su Working On The Highway
la pioggia che cade a dirotto sempre più forte, le luci ormai tutte accese, gli spalti allagati, la gente fradicia e Bruce Springsteen che dopo oltre 3 ore di musica prende la chitarra, torna al microfono e urla "You are fuckin' die-hards! One more for the die-hards!"

Commenti

  1. Non ci sono immagini o parole per descrivere le forti emozioni provate dal vivo, nonchè quella profonda sensazione di umido sulla pelle, la pioggia sul viso e i piedi ammollati, stringersi le mani bagnate, cercare riparo in un abbraccio sotto un ombrello rotto, saltare nelle pozzanghere urlando insieme al Boss.
    Vederlo entrare come un gladiatore nell'arena, fare trenta canzoni di fila con un'energia che toglie il fiato,e si propaga in tutto lo stadio come un'onda. La sua voce ti arriva addosso più potente del diluvio e lo vedi correre da un capo all'altro del palco, andare giù in scivolata, ripiombare sul palco per coinvolgere la band e saltare giù di nuovo per afferrare le mani tese della gente,fradicio della stessa pioggia che unisce e avvolge tutti, e a volte lo perdi di vista talmente è irrefrenabile...E con gli occhi bagnati ed increduli che lui sia davvero lì, così raggiante,imponente ed intenso, ci affanniamo a scattare, riprendere, descrivere quei momenti, perchè non ci sfuggano mai. Ma in realtà siamo ancora lì, lost in the flood, e i momenti vissuti sono indelebili...e duri a morire!

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