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Visualizzazione dei post da aprile, 2013

Quirinale

Colpi di scena e tradimenti. Un romanzo senza lieto fine. Prefazione Il Pd, con Bersani, ha tentato, se pur timidamente, la strada della socialdemocrazia. L'ex ministro ha creato una segreteria di giovani di sinistra, come Fassina, Orfini o Orlando, e cercato alleati a sinistra, come Sel. Le primarie lo hanno visto trionfare contro Renzi e le parlamentarie hanno visto trionfare soprattutto giovani di sinistra. Ma la resa dei conti è ancora da venire. La tattica Pd e Sel si riuniscono per decidere il proprio candidato alla presidenza della Repubblica. Il partito di Vendola e parte dei renziani decidono di non partecipare alla votazione perchè Bersani sponsorizza Franco Marini, che pare sia il nome di intesa col Pdl. La base, infatti, si ribella all'istante e invoca Rodotà. Il giurista, è bene ricordarlo, ha detto no al tav e sì all'acqua pubblica, no al pareggio di bilancio in Costituzione e sì al reddito di cittadinanza. E questo ci dice che, in realtà, c'entra

Crollano i miti dell'austerità

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Uno studio del 2010 di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff dimostrava, sulla base di un'ampia comparazione storica, l'esistenza di uno stretto rapporto fra livello del debito pubblico e crescita. Quando il rapporto fra debito/Pil supera il 90% si aprirebbe la recessione: storicamente, in media, una contrazione dello 0,1%. Da qui, tutti a ridurre il debito pubblico. Lo studio, però, conteneva errori di calcolo . Gli economisti dell'Università del Massachusetts-Amherst hanno rifatto i conti e scoperto che storicamente, in media, i Paesi con un debito superiore al 90% crescono del 2,2%. Uno studio del 1990 di Francesco Giavazzi e Marco Pagano , che ha ispirato molte ricerche negli anni successivi, analizzava le politiche fiscali europee adottate durante gli anni Ottanta con particolare riferimento ai casi più estremi di Danimarca e Irlanda. I risultati suggerivano che politiche di consolidamento del bilancio pubblico di grandi dimensioni e decisivi sul lato della spesa avr

L'alternativa

Un articolo di Stefano Perri pubblicato su economiaepolitica.it, dimostra con numeri e grafici la rilevanza della carenza di domanda nella crisi del nostro Paese. Nel tentativo di semplificare e sintetizzare al massimo, schematizzo alcuni punti chiave del pezzo che vengono spesso sottovalutati, o addirittura rinnegati, nel dibattito pubblico. In Italia, dagli anni ’90 ad oggi: 1) la spesa per i consumi finali dello Stato cresce meno della media europea; 2) la spesa per i consumi privati cresce meno della media europea e infatti: - le disuguaglianze nella distribuzione del reddito sono più alte che nel resto d’Europa; -  i salari sono cresciuti molto meno che nel resto d’Europa. Che conclusioni trarre? Direi: basta austerity e basta tagli alla spesa pubblica , basta precarietà che serve solo ad abbattere i salari, basta politiche classiste di destra che aumentano le disuguaglianze.  Di cosa c'è bisogno? Più spesa pubblica da finanziare, ad esempio, stam