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Smartworking pubblico: sette domande a Pietro Ichino

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Smartworking pubblico Pietro Ichino | Nelle sue 7 domande, Pietro Ichino chiede polemicamente conto dello smartworking dei lavoratori pubblici. Su Strisciarossa, con il titolo "Quei pregiudizi dietro l'attacco allo smartworking", le mie 7 domande a Pietro Ichino. 
Il giuslavorista ed ex parlamentare Pietro Ichino pubblica sul sito del Corriere della Sera del 18 giugno 2020 una serie di domande rivolte alla Ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone. Con fredda lucidità, nelle sue sette domande Ichino chiede essenzialmente conto del denaro pubblico speso per pagare gli stipendi pubblici dei lavoratori in smartworking. Quello che si chiede il giuslavorista è soprattutto perché non sia stato applicato un rigoroso monitoraggio e non sia stata applicata la decurtazione all’80% della paga ad eventuali settori e lavoratori non effettivamente in servizio anche durante il lockdown.
È lecito, di conseguenza, porsi specularmente almeno altre sette domande. Ad esempio, a fronte d…

La caduta delle statue in un mondo di sfruttati e sfruttatori

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Una statua che cade è un simbolo che, con una forza dirompente - come non vedevamo da tempo - grida che il mondo è diviso in sfruttati e sfruttatori, ieri e ancora tutt'oggi. Una riflessione sulle proteste di Black Lives Matter per il blog del collettivo Futuro Prossimo (link).


Dopo la tragica morte di George Floyd a Minneapolis, centinaia di manifestanti stanno invadendo le piazze degli Stati Uniti d’America e di tanti altri Paesi in tutto il mondo. La protesta ha conosciuto nuovo vigore con l’abbattimento di diverse statue, come quella del mercante di Bristol impegnato nel commercio degli schiavi Edward Colston e quella dello scopritore del Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo, a Boston, Richmond, e Saint Paul. Vengono prese di mira statue che simboleggiano in qualche modo una sciagura tipica dei tempi in cui sono vissuti molti di questi personaggi scolpiti nella pietra: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. 

Il dibattito pubblico si è particolarmente concentrato nel condannare il compo…

Post-keynesian: una guida introduttiva alla teoria economica post-keynesiana

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Un’introduzione alla teoria post-keynesiana, per delineare in sintesi i principi e le peculiarità di una vasta tradizione di ricerca che si sviluppa inizialmente nella Cambridge di John Maynard Keynes per arricchirsi negli anni dei contributi di numerosi studiosi di tutto il mondo. Questa breve guida introduttiva è stata pubblicata nella forma di quattro diversi articoli sul sito di Rethinking Economics Italia con il titolo “Cos’è la teoria post-keynesiana: princìpi e politica economica”.
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Digitale e Pubblico: una politica per favorire la ripresa post-emergenza CoVID-19

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di Francesco Russo e Angelantonio Viscione

La crisi da Coronavirus ha impresso una notevole accelerazione al processo di distruzione creatrice guidato dalla digitalizzazione dell'economia. Su economiaepolitica.it tracciamo alcune direttrici per un intervento pubblico lungimirante e coraggioso.

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Ridurre l'orario di lavoro è progresso, FP

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Ridurre l'orario di lavoro: un tema che, tra le polemiche, ritorna sulla scena politica di queste settimane. Qualche dato, qualche riflessione su domanda/offerta e qualche retaggio del passato in un mio contributo per Futuro Prossimo (fonte).
Con la crisi innescata dalla pandemia da Coronavirus sono tornate in auge le proposte politiche di riduzione dell’orario di lavoro. Ci sono proposte di natura e di orizzonti diversi ma tutte condividono in larga parte l’obiettivo di breve periodo di redistribuire le occasioni di lavoro esistenti tra un numero maggiore di individui. 
Lo scontro politico più evidente si è consumato dinanzi alla proposta di ridurre l’orario di lavoroa parità di retribuzione, verso la quale le parti datoriali hanno mostrato una decisa e dura opposizione. Una levata di scudi singolare per la classe dirigente di un Paese in cui, secondo l’OCSE, i lavoratori dipendenti lavorano in media 1.586 ore all’anno contro, ad esempio, le 1.305 ore della Germania e le 1.420 ore…

Coronavirus: chi pagherà la ricostruzione è una scelta politica. Compiamola noi questa scelta, FP

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Qualcuno pagherà più di qualcun altro. Chi, quali classi e quali gruppi sociali sarà una scelta politica. Compiamola noi questa scelta. Un contributo per il blog del collettivo Futuro Prossimo (fonte)

In seguito alle previsioni sul difficile futuro dell’economia italiana, l’agenzia di rating Fitch declassa il nostro debito pubblico al livello BBB-, prossimo a quello che viene solitamente definito livello spazzatura, cioè altamente rischioso. Un debito più rischioso, ossia teoricamente più difficile da rimborsare, è chiaramente un debito che incontra più difficoltà a trovare acquirenti e, per questa ragione, deve offrire un tasso di interesse più alto come remunerazione. Si tratta di costi più alti per lo Stato italiano e, di conseguenza, stanno sicuramente crescendo le pressioni verso una più rapida adozione di strumenti finanziari europei come, ad esempio, le linee di credito del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Si tratta anche in questi casi ancora di debito pubblico, a condi…

L’ADI per la Festa della Liberazione 2020: da ogni casa, cantiamo “Bella Ciao”

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Quest'anno, a causa del lockdown dovuto all'emergenza CoVID-19, non è stato possibile scendere in piazza per celebrare la Festa della Liberazione ma, allo scoccare delle 15.00, anche l'ADI si è unita nel canto di "Bella Ciao" come chiesto dall'ANPI con l'iniziativa #BellaCiaoInOgniCasa. Lo ha fatto dalle case dei suoi soci e simpatizzanti sparsi in tutta Italia. 

È stato per noi un momento particolarmente importante ed emozionante, in cui abbiamo celebrato, tutti insieme, la memoria di partigiane e di partigiani, per riaffermare i valori che ci hanno insegnato. Per resistere anche oggi, ancora di più. 


Leggi il comunicato su dottorato.it
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In una società diversa, il Coronavirus

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Immaginiamo che le cose fossero andate diversamente. Immaginiamo per un attimo di averle vinte alcune di quelle battaglie politiche che abbiamo perso. 

La sanità, ad esempio. Oggi non avremmo ospedali-aziende a corto di posti letto in nome degli indici di bilancio e dell'efficienza, ma avremmo una grande sanità pubblica con più medici, più ricercatori e zero precari. I diritti sulle ricerche condotte sul SARS-CoV-2 non sarebbero esclusiva segreta di monopolisti privati, ma sarebbero un bene pubblico a disposizione di tutta la comunità scientifica. 

L'economia? I lavoratori sarebbero già nei Consigli di amministrazione di tante aziende e la decisione di restare aperte o meno, soprattutto all'inizio di questa pandemia, sarebbe stata condivisa con loro. Avremmo visto più tutele sui posti di lavoro, c'è da scommetterci. A dirla tutta, le produzioni strategiche e di interesse nazionale sarebbero già per la maggior parte pubbliche, e avremmo quindi tagliato corto sulle liste A…

Incontro con la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone: il report

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Innovare la Pubblica Amministrazione, riconoscere il valore del Dottorato e valorizzare la Ricerca nelle pubbliche amministrazioni. Sono i temi che abbiamo portato al Ministero della P. A. lo scorso 18 febbraio.

Il report dell'incontro con la Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone a cui abbiamo partecipato come delegazione dell'ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia è su dottorato.it.


Aggiornamento del 28 marzo: Il Riconoscimento del Dottorato nella P. A. è Legge!


La nuova Economia e Politica

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La nuova Economia e Politica è online: nuova architettura, nuova veste grafica e nuova mappatura degli autori. 

Naviga nel nostro nuovo sito: clicca qui


Del Pubblico Impiego e di altri demoni

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Infodata del Sole 24 Ore pubblica in questi giorni un racconto a puntate sui dipendenti pubblici. Nella prima puntata risponde a due domande precise: quanti sono e quanto sono cresciuti in questi anni? L'autore dell'articolo riprende i dati dell'ultimo censimento ISTAT per spiegare che, nonostante una temporanea riduzione avvenuta negli scorsi anni, il numero dei lavoratori del settore pubblico in rapporto alla popolazione nel 2017 è tornato ai livelli del 2011: 50 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti.

Ricostruzioni e informazioni molto interessanti e ben esposte ma, in attesa della seconda puntata, il lettore sembra quasi poter tirare un sospiro di sollievo: nonostante la retorica d'ispirazione liberista e nonostante la crisi economica, il nostro settore pubblico non ha poi sofferto così tanto. Purtroppo non è così.

Guardiamo ai dati OCSE, in modo da poter fare anche un confronto internazionale. Il rapporto tra dipendenti pubblici e popolazione in Italia nel 2017 è d…

MMT e mainstream: verso una nuova "Sintesi"?

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Una teoria economica alternativa come la Modern Money Theory(MMT)incontra inaspettatamente il prudente interesse di due personalità di spicco del pensiero economico mainstream contemporaneo: il presidente della Banca centrale europea Mario Draghie il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Un interesse prudente, figlio dell'innegabile fallimento dei modelli delle istituzioni economiche moderne nello stimare gli effetti della politica fiscale. La MMT, al contrario, individua lodevolmente proprio nella politica fiscale lo strumento principale per stimolare l'economia. 

Ma c'è di più. La MMT si fonda sul presupposto logico secondo cui la politica fiscale - ad es. attraverso l'imposizione di tasse da pagare - giustifichi (e quindi "preceda" logicamente) l'accettazione e la circolazione della moneta. Si tratta quindi di una teoria erede dell'approccio cartalista sulla moneta che - a onor del vero - trova da sempre l'opposiz…

Grandi imprese: tutta colpa degli azionisti? Ovvero della Tecnostruttura di Galbraith

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La Business Roundtable, associazione che coinvolge 180 grandi imprese americane, ha annunciato un importante cambiamento nella propria Dichiarazione dei Principi: l'obiettivo dell'azienda non deve essere più soprattutto il profitto per gli azionisti, ma l'interesse di tutti gli stakeholder, lavoratori e clienti compresi. Accolta dai media come una grande svolta, in realtà la nuova Dichiarazione non fa altro che trovare un capro espiatorio negli interessi degli azionisti. Secondo economisti come John K. Galbraith, infatti, chi guida davvero l'azione dell'impresa - e lo fa soprattutto perseguendo i propri di interessi - è la cosiddetta tecnostruttura.
Ne Il Nuovo Stato industriale (1968), infatti, Galbraith definisce come tecnostruttura la burocrazia di manager e professionisti che orienta l'azione verso il perseguimento di obiettivi legati più alla conservazione e all'accrescimento del proprio potere (tramite sicurezza, retribuzione, prestigio etc.) che alla …

Salario minimo e redistribuzione à la leghista, WSI

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Salario minimo Lega | In questi giorni - previa approvazione dalla commissione Lavoro - il disegno di legge del Movimento 5 Stelle sul salario minimo, che prevede un trattamento economico minimo orario non inferiore ai 9 euro lordi, dovrebbe giungere nell'aula del Senato. A giudicare dalle dichiarazioni di esponenti della Lega, però, la proposta rischia di rivelarsi un gioco a somma zero per gli stessi lavoratori che - al contrario - dovrebbero avvantaggiarsi dalla sua introduzione.
Secondo il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, infatti, l'introduzione del salario minimo rischierebbe di creare nuovi stati di crisi e dunque - a suo parere - per le piccole e medie imprese dovrebbe essere introdotto almeno a costi invariati. Cosa vuol dire? Ce lo spiegava forse un più esplicito Matteo Salvini qualche settimana fa: «Sul salario minimo occorre prima ridurre la pressione fiscale e burocratica a chi i salari li paga». In altre parole, secondo la Lega lo Stato dovrebbe ridurre i…

Un'università senza ricercatori, Jacobin Italia

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Tra tagli ai fondi e contratti precari discontinui, la carriera universitaria sta diventando sempre più un privilegio per i pochi che possono permetterselo. E il ritorno della Lega al governo peggiora solo le cose, soprattutto per il Mezzogiorno.
Ne ho scritto su Jacobin Italia con Matteo Piolatto e Lorenzo Fattori per conto di ADI. Leggi l'articolo: clicca qui.