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Pensioni e teoria economica: liberare il dibattito dai pregiudizi

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Il dibattito sulla sostenibilità del sistema previdenziale, negli ultimi anni sempre più orientato verso l’espansione della previdenza complementare gestita dai fondi privati, spesso non fa i conti con alcuni limiti di simili schemi pensionistici. Dal punto di vista della teoria economica, l’origine di certi “equivoci” va ricercata nei poco realistici assunti ereditati dalla tradizione neoclassica che ritroviamo oggi alla base dei ragionamenti che dominano il dibattito sulla previdenza sociale.  Ecco perchè, accanto agli aspetti finanziari del bilancio previdenziale, è dunque fondamentale anche garantire politiche economiche di ampio respiro orientate all’innovazione ed alla crescita, così come riforme pro-labour – come quelle orientate ad aumentare i minimi salariali, a rafforzare la contrattazione collettiva e a ridurre la flessibilità nel mercato del lavoro – che siano capaci di assicurare una più equa distribuzione del reddito tra capitale e lavoro. Leggi l'articolo su Economia

Lettera aperta sullo sciopero dei servizi pubblici del 9 dicembre

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Caro dipendente pubblico,  ti scrivo perchè, dopo qualche anno di precariato senza diritti e senza certezze, sono anch’io diventato un dipendente pubblico a tempo indeterminato. Oggi godo di una serie di diritti che spero possano essere presto estesi a tutti i lavoratori nella misura più consona ai loro settori di riferimento. Lo spero ardentemente anche perchè sono stato precario fino a poco fa e so cosa vuol dire. Spero anche che noi stessi saremo in grado di tenerceli questi diritti e, soprattutto, di adeguarli, senza compromessi al ribasso, ad un mondo in continua evoluzione. Come ci insegna la Storia, queste speranze non possono che essere speranze di lotta. Lotta per i propri diritti e per quelli degli altri, con mezzi nuovi e con mezzi tradizionali, come lo sciopero, ad esempio.  Il 9 dicembre, data in cui i sindacati del pubblico impiego hanno proclamato lo sciopero del comparto, noi del settore pubblico siamo tenuti a garantire comunque i servizi essenziali. Forse non tu in pr

Lockdown 2.0 perché la politica ha rinunciato a guidare l’economia, ma da molto tempo

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Ci meravigliamo e ci indigniamo per la cattiva gestione della fase 2 dell’emergenza. Ci meravigliamo e ci indigniamo perché è mancata una programmazione organica e coerente di lungo periodo. Eppure, sono decenni che abbiamo rinunciato a programmare e a guidare i processi economici. Una riflessione per il blog del collettivo Futuro prossimo. In tutta Italia si continua a scendere in piazza contro i nuovi lockdown e le nuove restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato da Conte, anche e soprattutto perché ulteriori limitazioni al nostro vivere civile si traducono in nuove perdite per le attività economiche che danno da vivere a milioni di persone. Non si ripone molta fiducia nelle poche e scarse misure di sostegno al reddito previste nei nostri ordinamenti e la legittima paura per il futuro prende il sopravvento su qualunque rassicurazione provenga dalle istituzioni. Di fatti, il compromesso che le economie capitalistiche hanno stretto con la democrazia durante il Novecento, sviluppando

Smartworking pubblico: sette domande a Pietro Ichino

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Smartworking pubblico Pietro Ichino | Nelle sue 7 domande, Pietro Ichino chiede polemicamente conto dello smartworking dei lavoratori pubblici. Su Strisciarossa , con il titolo "Quei pregiudizi dietro l'attacco allo smartworking", le mie 7 domande a Pietro Ichino.  Il giuslavorista ed ex parlamentare Pietro Ichino pubblica sul sito del Corriere della Sera del 18 giugno 2020 una serie di domande rivolte alla Ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone. Con fredda lucidità, nelle sue sette domande Ichino chiede essenzialmente conto del denaro pubblico speso per pagare gli stipendi pubblici dei lavoratori in smartworking . Quello che si chiede il giuslavorista è soprattutto perché non sia stato applicato un rigoroso monitoraggio e non sia stata applicata la decurtazione all’80% della paga ad eventuali settori e lavoratori non effettivamente in servizio anche durante il lockdown. È lecito, di conseguenza, porsi specularmente almeno altre sette domande. Ad esempio, a fron

La caduta delle statue in un mondo di sfruttati e sfruttatori

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Una statua che cade è un simbolo che, con una forza dirompente - come non vedevamo da tempo - grida che il mondo è diviso in sfruttati e sfruttatori, ieri e ancora tutt'oggi. Una riflessione sulle proteste di Black Lives Matter per il blog del collettivo Futuro Prossimo ( link ). Dopo la tragica morte di George Floyd a Minneapolis, centinaia di manifestanti stanno invadendo le piazze degli Stati Uniti d’America e di tanti altri Paesi in tutto il mondo. La protesta ha conosciuto nuovo vigore con l’abbattimento di diverse statue, come quella del mercante di Bristol impegnato nel commercio degli schiavi Edward Colston e quella dello scopritore del Nuovo Mondo, Cristoforo Colombo, a Boston, Richmond, e Saint Paul. Vengono prese di mira statue che simboleggiano in qualche modo una sciagura tipica dei tempi in cui sono vissuti molti di questi personaggi scolpiti nella pietra: lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.  Il dibattito pubblico si è particolarmente concentrato nel condanna

Post-keynesian: una guida introduttiva alla teoria economica post-keynesiana

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Un’introduzione alla teoria post-keynesiana, per delineare in sintesi i principi e le peculiarità di una vasta tradizione di ricerca che si sviluppa inizialmente nella Cambridge di John Maynard Keynes per arricchirsi negli anni dei contributi di numerosi studiosi di tutto il mondo. Questa breve guida introduttiva è stata pubblicata nella forma di quattro diversi articoli sul sito di Rethinking Economics Italia con il titolo “Cos’è la teoria post-keynesiana: princìpi e politica economica”. Scarica l'articolo: clicca qui

Digitale e Pubblico: una politica per favorire la ripresa post-emergenza CoVID-19

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di Francesco Russo e Angelantonio Viscione La crisi da Coronavirus ha impresso una notevole accelerazione al processo di distruzione creatrice guidato dalla digitalizzazione dell'economia. Su economiaepolitica.it tracciamo alcune direttrici per un intervento pubblico  lungimirante e  coraggioso. Leggi l'articolo su economiaepolitica.it LEGGI TUTTI I POST SUL  CORONAVIRUS  CLICCA QUI

Ridurre l'orario di lavoro è progresso, FP

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Ridurre l' orario di lavoro : un tema che, tra le polemiche, ritorna sulla scena politica di queste settimane. Qualche dato, qualche riflessione su domanda/offerta e qualche retaggio del passato in u n mio contributo per Futuro Prossimo ( fonte ). Con la crisi innescata dalla pandemia da Coronavirus sono tornate in auge le proposte politiche di riduzione dell’orario di lavoro. Ci sono proposte di natura e di orizzonti diversi ma tutte condividono in larga parte l’obiettivo di breve periodo di redistribuire le occasioni di lavoro esistenti tra un numero maggiore di individui.  Lo scontro politico più evidente si è consumato dinanzi alla proposta di ridurre l’ orario di lavoro a parità di retribuzione , verso la quale le parti datoriali hanno mostrato una decisa e dura opposizione. Una levata di scudi singolare per la classe dirigente di un Paese in cui, secondo l’OCSE, i lavoratori dipendenti lavorano in media 1.586 ore all’anno contro, ad esempio, le 1.305 ore della Germania

Coronavirus: chi pagherà la ricostruzione è una scelta politica. Compiamola noi questa scelta, FP

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Qualcuno pagherà più di qualcun altro. Chi, quali classi e quali gruppi sociali sarà una scelta politica. Compiamola noi questa scelta. Un contributo per il blog del collettivo Futuro Prossimo ( fonte ) In seguito alle previsioni sul difficile futuro dell’economia italiana, l’agenzia di rating Fitch declassa il nostro debito pubblico al livello BBB-, prossimo a quello che viene solitamente definito livello spazzatura, cioè altamente rischioso. Un debito più rischioso, ossia teoricamente più difficile da rimborsare, è chiaramente un debito che incontra più difficoltà a trovare acquirenti e, per questa ragione, deve offrire un tasso di interesse più alto come remunerazione. Si tratta di costi più alti per lo Stato italiano e, di conseguenza, stanno sicuramente crescendo le pressioni verso una più rapida adozione di strumenti finanziari europei come, ad esempio, le linee di credito del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Si tratta anche in questi casi ancora di debito pubblico,

L’ADI per la Festa della Liberazione 2020: da ogni casa, cantiamo “Bella Ciao”

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Quest'anno, a causa del lockdown dovuto all'emergenza CoVID-19, non è stato possibile scendere in piazza per celebrare la Festa della Liberazione ma, allo scoccare delle 15.00, anche l'ADI si è unita nel canto di "Bella Ciao" come chiesto dall'ANPI con l'iniziativa #BellaCiaoInOgniCasa.  Lo ha fatto dalle case dei suoi soci e simpatizzanti sparsi in tutta Italia.  È stato per noi un momento particolarmente importante ed emozionante, in cui abbiamo celebrato, tutti insieme, la memoria di partigiane e di partigiani, per riaffermare i valori che ci hanno insegnato. Per resistere anche oggi, ancora di più.  Leggi il comunicato su dottorato.it Scarica il video da Google drive

In una società diversa, il Coronavirus

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Immaginiamo che le cose fossero andate diversamente. Immaginiamo per un attimo di averle vinte alcune di quelle battaglie politiche che abbiamo perso.  La sanità, ad esempio. Oggi non avremmo ospedali-aziende a corto di posti letto in nome degli indici di bilancio e  dell'efficienza , ma avremmo una grande sanità pubblica con più medici, più ricercatori e zero precari. I diritti sulle ricerche condotte sul SARS-CoV-2 non sarebbero esclusiva segreta di monopolisti privati, ma sarebbero un bene pubblico a disposizione di tutta la comunità scientifica.  L'economia? I lavoratori sarebbero già nei Consigli di amministrazione di tante aziende e la decisione di restare aperte o meno, soprattutto all'inizio di questa pandemia, sarebbe stata condivisa con loro. Avremmo visto più tutele sui posti di lavoro, c'è da scommetterci. A dirla tutta, le produzioni strategiche e di interesse nazionale sarebbero già per la maggior parte pubbliche, e avremmo quindi tagliato corto sulle l

Incontro con la Ministra per la P.A. Fabiana Dadone: il report

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Innovare la Pubblica Amministrazione , riconoscere il valore del Dottorato e valorizzare la Ricerca nelle pubbliche amministrazioni. Sono i temi che abbiamo portato al Ministero della P. A. lo scorso 18 febbraio. Il report dell'incontro con la Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone a cui abbiamo partecipato come delegazione dell'ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia  è su dottorato.it. Aggiornamento del 28 marzo: Il Riconoscimento del Dottorato nella P. A. è Legge! LEGGI TUTTI I POST SULLA  PUBBLICA AMMINISTRAZIONE  C LICCA QUI

La nuova Economia e Politica

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La nuova Economia e Politica è online: nuova architettura, nuova veste grafica e nuova mappatura degli autori.  Naviga nel nostro nuovo sito: clicca qui

Del Pubblico Impiego e di altri demoni

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Infodata del Sole 24 Ore  pubblica in questi giorni un racconto a puntate sui dipendenti pubblici . Nella prima puntata risponde a due domande precise: quanti sono e quanto sono cresciuti in questi anni? L'autore dell'articolo riprende i dati dell'ultimo censimento ISTAT per spiegare che,  nonostante una temporanea riduzione avvenuta negli scorsi anni, il numero dei lavoratori del settore pubblico in rapporto alla popolazione nel 2017 è tornato ai livelli del 2011:  50 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti. Ricostruzioni e informazioni molto interessanti e ben esposte ma, in attesa della seconda puntata, il lettore sembra quasi poter tirare un sospiro di sollievo: nonostante la retorica d'ispirazione liberista e nonostante la crisi economica, il nostro settore pubblico non ha poi sofferto così tanto. Purtroppo non è così. Guardiamo ai dati OCSE, in modo da poter fare anche un confronto internazionale. Il rapporto tra dipendenti pubblici e popolazione in Italia

MMT e mainstream: verso una nuova "Sintesi"?

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Una teoria economica alternativa come la Modern Money Theory ( MMT )   incontra inaspettatamente il prudente interesse di due personalità di spicco del pensiero economico mainstream contemporaneo: il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e il capo economista del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde . Un interesse prudente, figlio dell'innegabile fallimento dei modelli delle istituzioni economiche moderne nello stimare gli effetti della politica fiscale.  La MMT , al contrario, individua lodevolmente proprio nella politica fiscale lo strumento principale per stimolare l'economia.  Ma c'è di più. La MMT si fonda sul presupposto logico secondo cui la politica fiscale - ad es. attraverso l'imposizione di tasse da pagare - giustifichi (e quindi "preceda" logicamente) l'accettazione e la circolazione della moneta . Si tratta quindi di una teoria erede dell' approccio cartalista  sulla moneta che - a onor del vero - trova da