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I minibot della Lega non funzioneranno come moneta, neanche parallela


Minibot Lega | I minibot della Lega sono debito pubblico e non funzioneranno da moneta, neanche da moneta parallela. Nella mozione approvata alla Camera e nel programma della Lega i minibot appaiono come nuovo debito pubblico (con titoli di piccolo taglio) con cui è possibile compensare debiti e crediti con lo Stato. In altri termini, sono titoli emessi dallo Stato italiano distribuiti a chi vanta crediti con le pubbliche amministrazioni e con cui è possibile pagare le tasse. Potranno funzionare efficacemente come moneta parallela all'euro? Molto probabilmente la risposta è no.

La condizione affinchè questi titoli possano fungere anche da moneta parallela è che la moneta sia un'imposizione statale, che venga cioè accettata dagli agenti economici come mezzo di pagamento essenzialmente perchè utile a pagare le tasse. Si tratta di tesi discendenti dalla teoria cartalista della moneta ma non condivise universalmente. 

La storia ci dice di esperienze di circolazione di moneta anche senza Stato, come ad esempio la famosa esperienza scozzese del XIX secolo, e che hanno fatto fiorire interpretazioni diverse come la teoria nominalista. La moneta, più verosimilmente, è infatti da considerare una vera e propria convenzione sociale, accettata dagli agenti economici per una questione di fiducia verso l'agente emittente. 

Questo vuol dire che anche in eventuali scenari post-euroexit nulla garantisce che i minibot vengano accettati come moneta e, intanto, sono e resteranno debito pubblico. Bruxelles li conteggerà come tali, per poi esercitare le solite pressioni: austerità, tagli alla spesa pubblica e privatizzazioni. Il cuore della battaglia non sono quindi i minibot, ma sempre lo stesso: affrontare a monte il problema di un'archittettura liberista dell'unione monetaria europea che non contempla politiche economiche d'ispirazione keynesiana.

Twitter: @AngelantonioVis
Articolo pubblicato su Wall Street Italia


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