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Visualizzazione dei post da Agosto, 2018

Grecia e austerità: l'Odissea non è finita

Dopo circa 8 anni, la Troika lascia ufficialmente la Grecia con un ultimo accordo: le scadenze su 96 miliardi di euro di prestiti (che ammontano al 40% del totale) vengono estesi di 10 anni, fino al 2032.
Non si tratta della fine dell'austerità per il popolo greco. Come si legge sul Financial Times, in cambio Atene dovrà perseguire una media di avanzi primari di bilancio del 2,2% del Pil fino al 2060 (e 3,5% fino al 2022). 
Il Fondo Monetario Internazionale è scettico sui nuovi target di bilancio e chiede ai governi dell'eurozona di ridurli all'1,5% del Pil. Ricordiamo infatti che il FMI ha già fatto un'importante autocritica sui risultati dell'austeritàin Grecia e sui suoi costi sociali in un Report del 2017. Nonostante questo, però, l'austerità non viene messa in discussione del tutto.
Quattro anni fa su questo blog (clicca qui) ci siamo chiesti se il vero obiettivo dei paesi creditori non fosse piuttosto permettere ai capitali nazionali di fare shopping di asse…

Turchia: il vincolo della Bilancia dei pagamenti

In un circolo vizioso di svalutazione ed inflazione, la lira turca è in caduta libera: -16% nella sola giornata di venerdì. 
Il Financial Times ricostruisce la storia recente dell'economia turca: negli ultimi anni le politiche monetarie espansive di Stati Uniti ed Europa hanno incoraggiato gli investitori a cercare attività con tassi di interesse più elevati in paesi emergenti come la Turchia, dove l'afflusso di capitali ha favorito una forte crescita economica finanziata anche e soprattutto dal credito facile. Con la fine del Quantitative easing nei paesi avanzati, i capitali hanno smesso di affluire così facilmente nell'economia turca.
Il problema più grande a questo punto è diventato quello di finanziare il debito estero. L'indebitamento estero del settore privato supera il 50% del Pil ed il deficit delle partite correnti è ben il 6% del Pil. E' soprattutto qui che si è scatenato il panico degli investitori. 
L'economista postkeynesiano Anthony Thirwall*, criti…