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Europee e rinnovamento. Dov'è Sel?

Dopo il congresso del Pd, è la volta di quello di Sinistra ecologia e libertà. Protagonisti saranno due temi: le elezioni europee e l'alleanza col Pd. Quanto a quest'ultimo, è il solito vecchio ritornello "Pd-sì o Pd-no" e, probabilmente, condurrà alla solita conclusione: dialogo aperto e senza pregiudizi finalizzato a stringere un'alleanza elettorale. Una conclusione facilitata dalla virata verso sinistra del neo-segretario Renzi, più laico e meno liberista rispetto al passato. Il vero tema scottante è quello delle elezioni europee e divide Sel tra sostenitori del socialista tedesco Shulz e sostenitori del candidato della sinistra Tsipras. Se la prima scelta sembra obbligata dal fatto che il partito di Vendola ha chiesto ufficialmente di aderire al Partito socialista europeo, la seconda sembra la più coerente con il proprio programma anti-austerity: il greco Tsipras si presenta con proposte di riforma dell'euro radicali e credibilità maggiore dei social...

Elezioni europee tra euro-sì ed euro-no e tra nazionalisti ed europeisti, Corriere dell'Irpinia

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Elezioni europee tra euro-sì ed euro-no e tra nazionalisti ed europeisti  Corriere dell'Irpinia, 15/01/2014 

L'uso politico dello spread

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Dopo mesi e mesi in cui gli italiani stavano dimenticando la parola "spread" ed il suo significato (ricordiamolo: differenza tra quanto paga di interessi lo Stato italiano su propri titoli del debito pubblico, Btp a 10 anni, e quanto paga quello tedesco sui suoi, i Bund), i titoli di giornali e telegiornali la ripropongono di nuovo. La ragione è semplice: il differenziale è sotto i 200 punti base e non accadeva da luglio 2011.  Gli esponenti del governo, ovviamente, prendono la palla al balzo per rivendicare il merito di questa buona notizia: "indica che i mercati apprezzano l'operato del governo, il suo impegno per il  mantenimento della stabilità dei conti e per l'avvio delle riforme, sia istituzionali che economiche" , commenta Saccomanni .  Non bisogna dimenticare, però, che lo spread è tra il rendimento dei Btp decennali italiani e quelli tedeschi e, quindi, dipende per metà dai secondi. Ed infatti il 7 gennaio di quest'anno si leggeva su F...

Elezioni europee tra euro-sì ed euro-no e tra nazionalisti ed europeisti

Il 2014 è l'anno delle elezioni europee ed il sottoscritto spera che siano l'occasione per aprire un dibattito serio e partecipato su cosa funziona e cosa non funziona nel vecchio continente. I paesi europei continuano a trasferire pezzi di sovranità a livello comunitario, con la conseguenza che le manovre economiche degli singoli Stati somigliano sempre più a manovre contabili tese ad attuare la volontà politica europea (correggere l'andamento dei conti pubblici) e sempre meno quella locale, come spiega puntualmente Luigi Pandolfi su economiaepolitica.it . E' in Europa, insomma, che si fanno le scelte decisive per le sorti dei popoli degli Stati membri. E' in Europa, di conseguenza, che bisogna lottare per far saltare le regole che soffocano l'economia come, ad esempio, i vincoli del deficit al 3% e del debito al 60% del Pil, sanciti dal Trattato dell’Unione. Come spiegavano gli economisti firmatari dell' Appello per la stabilizzazione (non l'abb...

Neanche Civati

Ho forte ammirazione per il lavoro di Pippo Civati all’interno del Pd sin dai tempi di “ Prossima fermata Italia ”, quando non se lo filava nessuno, 3 anni or sono. Un bel progetto di cammino condiviso con la base cominciato insieme a Renzi (che però ha abbandonato quasi subito perché, pensa un po’, quella base era di sinistra). E infatti la febbre della partecipazione alle primarie stava per contagiarmi, ma poi ho pensato alle primarie precedenti: un’alleanza progressista senza Udc, Monti e, figuriamoci, Berlusconi. Sappiamo com’è finita... (e invece, pensa un po’, l’Spd tedesca le primarie le sta facendo per decidere se allearsi o meno con la destra). E, soprattutto, sappiamo perché è finita così: la nomenklatura Pd preferisce le larghe intese di Napolitano a Rodotà ed il partito di Berlusconi a quello di Vendola. Civati tiene in vita la speranza di superare, col tempo, questi apparati. Ma, nel frattempo, essi vinceranno anche a questo giro (riciclati e non rottamati ne...

Aumentare debito e deficit (!)

Il titolo di questo post, che di questi tempi sembra un'eresia, non è altro che una possibile scelta di una semplice ricetta economica. I mantra "ridurre il debito pubblico" e "controllare il deficit", però, sono stati ripetuti tante volte attraverso i media da essere ormai entrati nella testa di tutti, al punto tale da rendere inimmaginabile una politica che si basi sul loro incremento.  Su questo blog, si è già scritto che: 1) la ricerca economica non ha dimostrato che l'elevato debito pubblico provoca una riduzione del Pil. Sintetizzando un post precedente , uno studio molto influente di Reinhart e Rogoff datato 2010  sosteneva che quando il rapporto debito/Pil supera il 90%, i redditi si ridurrebbero in media dello 0,1%. Gli economisti del Massachusetts-Amherst hanno scoperto gli errori di calcolo di quella ricerca e dimostrato che, al contrario, i Paesi con un debito pubblico superiore al 90% del Pil crescono del 2,2% in media e che non esiste ...

In difesa di Fassina e del reddito minimo garantito

Lo scontro Grillo-Fassina ha fatto un gran rumore mediatico. Il primo ha presentato la sua proposta di reddito minimo e il secondo ne ha criticato la parte della copertura finanziaria. Gran parte degli italiani si è divisa tra chi difende l'amato leader dei 5 Stelle e chi, invece, ne approfitta per attaccarlo e dimostrarne l'elevato tasso di demagogia.  Chi ci perde in tutto ciò è la prospettiva di una seria legge sul reddito minimo garantito, presente in varie forme in tutti i paesi dell’Unione Europea a 15 (e in diversi nuovi stati membri). Ad ogni modo, difendo Fassina perchè boccia una proposta che si basa su risorse oggettivamente insufficienti: secondo l'esponente del Pd , si tratterebbe di almeno 30 miliardi di euro all'anno, ma tagliare le pensioni d'oro, riscuotere l'Imu sui beni della Chiesa e tagliare le spese militari come suggerisce Grillo non coprirebbero neanche 4 miliardi per pochi anni ed è, inoltre, incompatibile con le regole ...

OT Dialogo tra un non credente e un Papa

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Ecco il passaggio che mi ha colpito di più di quello che è diventato un dialogo tra un Papa (Jorge Mario Bergoglio, in chiaro) e un non credente (Eugenio Scalfari, in grassetto).

Di Renzi e del Pd

Il Congresso del Pd si avvicina, ma non tutti hanno chiara l'idea di partito che offre il favorito: Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, si sa, parla molto per slogan e poco di programma. Liquidandola con una battuta, Renzi è quello che all'Assemblea dice con enfasi: "vogliamo interrogarci su perché non ci votano più gli operai!?", mentre altri come Pippo Civati entrano un po' più nel nel merito: "non prendiamo i voti degli operai? Forse non e' una grande idea andare alla corte di Marchionne...", ricordando le vecchie e nuove simpatie del sindaco di Firenze per Marchionne e la sua politica discriminatoria e antisindacale in fabbrica. Rimanendo in campo Fiat, c'è un altro amato leader piddino che coltiva il proprio feeling con il manager, Enrico Letta, che pure attira le frecciatine della sinistra interna del partito: "dopo la cena americana con Marchionne (...) inviterei a cena gli operai discriminati dalla Fiat", punzecchia O...

Contro il luogocomunismo anti-immigrati

L’italiano “nonrazzistamastancodegliinvasoristranieri” che popola il mondo del web e condivide su facebook sottospecie di cartelloni pubblicitari virtuali in cui rivendica i diritti degli italiani contro quelli di profughi ed immigrati vari, molto semplicemente, non sa. Non sa che l’Italia accoglie meno di 1 rifugiato ogni 1000 abitanti (Svezia più di 9, Germania più di 7, Paesi Bassi intorno a 4,5 ecc.). Alla faccia dell'invasione. Non sa che gli immigrati in Italia sono contributori netti e non beneficiari netti: tra case, assistenza, tasse ecc. danno più di quello che ricevono ( per ben lo 0,9 % del Pil ). Alla faccia delle case regalate e sottratte agli italiani: casomai è il contrario. Non sa che i cittadini extra Ue residenti in Italia aprono più imprese di quelle che chiudono, a differenza di quelli comunitari ( un saldo di + 9845 contro un -5266 ). Alla faccia del capitalismo italiano. Non sa che gli immigrati fanno aumentare il numero di abitanti e “ringio...