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Domanda di Sinistra

Il sito lavoce.info offre dati interessanti sulla caduta della domanda interna in Italia e che potrebbero riallacciarsi facilmente alla critica avanzata nel post precendente alle politiche di deflazione salariale.
Una politica del genere è criticabile perchè, ad esempio, se è vero che da un lato contribuisce a rendere più competitive le nostre merci all'estero, dall'altro comprime il potere d’acquisto dei lavoratori e, di conseguenza, i consumi e la domanda interna. Sergio De Nardis su lavoce.info scrive che "la compressione della domanda interna ha effetti pervasivi, non limitati alle aziende rivolte al mercato italiano. Interessa anche gli esportatori, cioè gli operatori più produttivi. La realtà della manifattura esportatrice è fatta di imprese che vendono molto anche in Italia: il 65 per cento del loro fatturato si realizza nel mercato domestico", come si vede dalla tabella che riproduce nel suo articolo.


Questo, oltre ad una contrazione del fatturato complessivo delle imprese italiane, comporta anche difficoltà ad accedere ai prestiti bancari e, quindi, ad investire. 
De Nardis, infatti, scrive che le imprese appaiono più rischiose agli occhi delle banche che, "alle prese con bilanci indeboliti per crisi finanziaria e sofferenze, sono focalizzate sull’evoluzione corrente del fatturato dell’azienda e poco attente alle sue potenzialità di crescita futura"  e con un grafico mostra l'andamento dell'accesso al credito. 


Il  numero delle imprese industriali che hanno dichiarato di avere domandato credito ma di non averlo ottenuto è triplicata dall’inizio della crisi ed il trend non si inverte neanche dopo il rientro delle tensioni a fine 2012.
Le conclusioni sono ovvie: invece di puntare sulla svalutazione del lavoro, è necessario puntare sul rilancio della domanda interna e, dunque, su politiche fiscali espansive di tipo keynesiano.
Il tandem tra il Pd ed il partito socialista francese va in questa direzione, ma è ancora timido e costretto a fare i conti (e scambi) con i più rigoristi che, è bene ricordarlo, si trovano sia in Europa e sia nello stesso partito di Bersani. Se le primarie per i parlamentari del centrosinistra sono state solo un piccolo passo verso la direzione auspicata, le elezioni potrebbero dare una spinta in più in quella direzione se consegnassero al Paese meno Mario Monti e più Sinistra. 




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