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Grandi imprese: tutta colpa degli azionisti? Ovvero della Tecnostruttura di Galbraith


La Business Roundtable, associazione che coinvolge 180 grandi imprese americane, ha annunciato un importante cambiamento nella propria Dichiarazione dei Principi: l'obiettivo dell'azienda non deve essere più soprattutto il profitto per gli azionisti, ma l'interesse di tutti gli stakeholder, lavoratori e clienti compresi. Accolta dai media come una grande svolta, in realtà la nuova Dichiarazione non fa altro che trovare un capro espiatorio negli interessi degli azionisti. Secondo economisti come John K. Galbraith, infatti, chi guida davvero l'azione dell'impresa - e lo fa soprattutto perseguendo i propri di interessi - è la cosiddetta tecnostruttura.

Ne Il Nuovo Stato industriale (1968), infatti, Galbraith definisce come tecnostruttura la burocrazia di manager e professionisti che orienta l'azione verso il perseguimento di obiettivi legati più alla conservazione e all'accrescimento del proprio potere (tramite sicurezza, retribuzione, prestigio etc.) che alla massimizzazione del profitto per gli azionisti. Nel capitalismo moderno gli azionisti giocano quindi un ruolo secondario nell'orientare le scelte dell'impresa - soprattutto a causa dell'asimmetria informativa che esiste rispetto alla tecnostruttura - e una delle prove che esibisce Galbraith è proprio il fatto che i top manager determinano le proprie retribuzioni e i propri bonus, compensi che - è sotto gli occhi di tutti - non sono correlati ai profitti realizzati dall'impresa (The Economics of Innocent Fraud: Truth of our Time, 2004).

Nell'era della grande crisi economica scoppiata nel 2008, dunque, la nuova Dichiarazione dei Principi firmata dai top manager delle grandi aziende è essenzialmente fumo negli occhi dinanzi all'indignazione dell'opinione pubblica. 

La vera minaccia dalla quale la tecnostruttura cerca di salvarsi con queste operazioni è costituita probabilmente proprio da quel genere di riforme indicate da economisti come Galbraith: forte intervento dello Stato nell'economia, nazionalizzazione di alcune imprese, prezzi amministrati, salario minimo e incoraggiamento dell'attività sindacale.





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