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VIII Indagine ADI: Niente di nuovo sul fronte occidentale


In Italia il 90,5% dei ricercatori è destinato a lasciare l’Università. Sono dati allarmanti che testimoniano l’enorme spreco di capitale umano formato nei nostri atenei. La stima proviene dall’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia, che ha elaborato i dati ministeriali del database Cineca nella sua VIII Indagine ADI sul Dottorato e Postdoc, presentata lo scorso 8 maggio presso la sala Caduti di Nassirya del Senato.

Dati come questi spiegano perché gran parte dei ricercatori italiani emigra verso l’estero, dove gli investimenti nel mondo universitario sono decisamente maggiori. Il finanziamento pubblico alle università italiane è infatti pari allo 0,41% del Pil, contro lo 0,93% della Germania o l’1,06% della Francia (dati eua, 2017). Inoltre, per quanto riguarda la ricerca, il sistema Italia spende solo l’1,35% del Pil in Ricerca e Sviluppo, contro il 3,02% della Germania o il 2,19% della Francia (dati OCSE, 2017). Si tratta di numeri che testimoniano un grave ritardo della nostra economia che, infatti, non è in grado di assorbire e utilizzare al meglio quei ricercatori formati nelle nostre università.

Secondo l’ISTAT, infatti, solo il 9,3% dei dottori di ricerca viene impiegato nei settori dell’agricoltura e dell’industria e, tra questi, non tutti svolgono attività di ricerca e sviluppo: solo il 65% di essi fa ricerca in azienda. Nel complesso, quindi, il sistema produttivo italiano impiega solo un dottore di ricerca su 20 per attività di ricerca. Un vero spreco di capitale umano.


twitter: @AngelantonioVis
Articolo pubblicato su Wall Street Italia




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