Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta disuguaglianze

Uguaglianza nemica di Produttività? Solo nella mitologia liberista, WSI

Immagine
L'economista Riccardo Puglisi , redattore de lavoce.info ed editorialista del Corriere della Sera e Linkiesta, in un tweet  attribuisce a quelli che definisce " egualitarismo sciocco" e "keynesismo sciocco" la responsabilità principale della bassa produttività italiana. Dietro il suo commento si celano fiumi di teorie economiche d'ispirazione neoclassico-liberista che ci aiutano a capire perchè - in fin dei conti - non può essere l' egualitarismo - sciocco o smart che sia -  il nemico numero uno della produttività . L'economista spiega nel tweet che senza la possibilità di divari anche ampi nella distribuzione del reddito mancherebbe persino lo stimolo ad aumentarla la produttività. E' per questo che politiche di redistribuzione del reddito fortemente egualitaristiche sarebbero - secondo questa logica - dannose per la la crescita economica.  Questa riflessione ci spiega però soprattutto quale sia l'idea di distribuzione che ha sposato l...

Dal Sessantotto a Piketty, WSI

Immagine
A 50 anni esatti dall’esplosione dei celebri moti del  Sessantotto  il mondo ricorda gli eventi di quell’anno e si interroga sulle loro concrete conseguenze socio-politiche. Vi è chi sostiene che quella sia stata la miccia per molte delle successive conquiste della classe lavoratrice e chi, al contrario, sostiene che in quel movimento si trovi l’origine dell’esplosione dell’individualismo e del liberismo dei nostri tempi. Thomas Piketty , autore del celebre  Le capital au XXIe siècle , nel suo  blog  su  Le monde  sostiene con fermezza che il ’68 francese fu tra le principali cause della riduzione delle disuguaglianze sociali in Francia. Secondo l’economista, dal 1945 al 1967 l’economia della fase post-bellica è cresciuta ma con scarsa attenzione al tema dell’uguaglianza, tanto da veder crescere la quota profitti sul Pil sempre più della quota salari. Il  maggio ’68  è stato un punto di rottura: le  rivendicazioni di stude...

L'economia di Salvini e Berlusconi: mercato e disuguaglianze

Immagine
Il centrodestra di  Berlusconi  e   Salvini  si presenta alle prossime elezioni politiche con il cosiddetto "Programma per l'Italia". Le loro  proposte fiscali  sono riconducibili a una chiara visione dell'economia: meno Stato e più mercato. Difficile commentare in poche righe tutte le proposte del centrodestra ma, in estrema sintesi, il programma ruota intorno alla  riduzione generale delle tasse. Lo scopo però non è dare maggior potere d'acquisto alle famiglie, altrimenti il programma avrebbe previsto maggiore progressività fiscale. Il sistema fiscale proposto distingue invece poco o nulla tra i diversi livelli di reddito e ricchezza dei contribuenti, nonostante i livelli di  disuguaglianza  in Italia siano già molto elevati. Guardiamo ad esempio alle ultime rilevazioni dell'Ocse sul reddito disponibile delle famiglie italiane (ossia il reddito disponibile dopo tasse e trasferimenti). Nel 2015 ben il 3...

Prodi e Renzi divisi sull'economia, WSI

Immagine
Romano Prodi  si schiera definitivamente con la  coalizione di centrosinistra  per le prossime elezioni politiche .  Il suo  endorsement   non va a Matteo Renzi ,   ma ad "Insieme", un cartello elettorale di partiti alleati con il Pd. Geometrie politiche a parte, cos'è che divide il Professore dall'ex sindaco di Firenze dal punto di vista economico? Una ricostruzione delle  due differenti visioni economiche , realizzata sulla base di libri pubblicati da Prodi e Renzi, è stata proposta di recente sulla rivista  Economia e Politica . In estrema sintesi, per  Renzi  la crescita dell'occupazione proviene in ultima analisi dalla  riduzione delle tasse  e dalla  semplificazione  del sistema economico e della burocrazia, comprese misure come l' eliminazione dell'articolo 18  che caratterizzano il  Jobs Act . Per  Prodi  non è sufficiente creare lavoro, ma è necessario  con...

Opportunità

Immagine
È già passato un   po’, ma non vorrei che ce le dimenticassimo le parole di John Elkann , l’erede degli Agnelli della Fiat, sui giovani che non troverebbero lavoro perché starebbero bene a casa. La maggior parte di noi si è tanto indignata perché sa di non avere le stesse opportunità di partenza che hanno quelli come lui, quelli che Occupy Wall Street chiama metaforicamente “l’un per cento”. A causa di queste forti diseguaglianze, per quanto ci diamo da fare tra studio, stage o lavoretti vari, quel mondo resta troppo lontano e può permettersi sogni che noi non possiamo. Se vogliamo avere tutti le stesse opportunità , però, credo che dovremmo cominciare a pretenderle davvero, come si faceva in passato. Non è un caso se oggi le diseguaglianze continuano a crescere, mentre si riusciva a ridurle con discreto successo prima, quando si era più “idealisti”. Dovremmo considerarci una comunità più che “imprenditori di sé stessi” in concorrenza l’uno contro l’altro. Non dovremmo to...

Uguaglianza come priorità, Corriere dell'Irpinia

Immagine
Uguaglianza come priorità  Corriere dell'Irpinia, 22 05 2013